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MASCOTTE

La Lega Consumatori Sicilia partecipa, insieme ad altre associazioni di consumatori attive nel territorio siciliano, al progetto “I Consulenti del Consumo”, finalizzato a creare un portale internet con diversi sportelli virtuali, attivi via internet, nonché una rete di sportelli fisici, presenti in tutte le province siciliane. I Consulenti del Consumo è il primo sportello online per offrire orientamento e supporto gratuito, in ”tempo reale”, su tematiche come: Banche, Condominio, Garanzie, Sanità, Telefonia, Trasporti, Assistenza Legale, Multimedia. Grazie alla presenza di una chat potete dialogare direttamente con gli operatori, che risponderanno alle  domande dei consumatori. Il sito del progetto è: www.consulentidelconsumo.it. Visitatelo e non esitate a chiedere agli operatori on line consigli, fare segnalazioni, suggerire interventi sulle materie più disparate. Vi aspettiamo!

Della necessità di trovare una soluzione al problema delle telefonate da parte di ogni genere di venditore ad ogni ora del giorno se ne parlava da un po’. Alla fine, si è optato per una soluzione, che impone ai consumatori che non desiderano essere disturbati dalle assillanti telefonate delle tante aziende che desiderano vendere o “regalare” qualcosa di iscriversi ad un registro. Il registro delle opposizioni, appunto. Per certi versi, il meccanismo di dover per forza manifestare la volontà di NON voler essere contattati – iscrivendosi al registro – non può essere considerato il migliore, anche perché il principio che è passato è che tutti sono contattabili a meno che non si siano iscritti al registro delle opposizioni. Forse, sarebbe stato meglio il contrario, ossia che chi voleva essere contattato doveva dirlo. Ma in quel caso la maggioranza degli italiani non l’avrebbe fatto, e le aziende avrebbero perso di fatto la possibilità di fare pubblicità per telefono a casa nostra.

L’iter legislativo si è quindi concluso. La gestione del registro è stata affidata alla fondazione Ugo Bordoni (vedi il sito). La possibilità di iscriversi da parte dei cittadini dovrebbe partire dal 1 febbraio prossimo. Vedremo come andrà a finire. Per il momento il nostro compito è quello di vigilare sulla corretta prosecuzione dell’iter di attuazione.

Il Governo italiano informa che entrerà in vigore il 17 novembre 2010 il Regolamento che istituisce il registro pubblico delle opposizioni, che accoglierà tutti gli abbonati telefonici che non desiderano essere contattati telefonicamente per fini commerciali o promozionali. Gli abbonati potranno chiedere, gratuitamente e secondo modalità semplificate, che il proprio numero telefonico sia iscritto nel registro. Un vantaggio per la riservatezza degli utenti, quindi, ma anche uno stimolo per la competitività delle imprese, che potranno utilizzare con maggiore efficacia gli strumenti del telemarketing, indirizzando le proprie campagne solo a quanti non si avvarranno del “diritto di opporsi”. Sarà il Ministero dello Sviluppo economico a provvede alla gestione e al funzionamento del Registro, anche affidandone la realizzazione ad un soggetto terzo. In particolare, entro 90 giorni dal 2 novembre 2010, data di pubblicazione in Gazzetta del D.P.R. contenente il Regolamento, il Ministero o il soggetto affidatario del contratto di servizio dovranno provvedere all’attivazione delle modalità tecniche ed operative di iscrizione al registro da parte degli abbonati. Queste alcune delle prescrizioni del Decreto. Ogni abbonato può chiedere al proprio gestore telefonico che la numerazione della quale è intestatario sia iscritta gratuitamente nel registro secondo le seguenti modalità: mediante compilazione di apposito modulo elettronico sul sito web del gestore del registro pubblico; mediante chiamata effettuata dalla linea telefonica con numerazione corrispondente a quella per la quale si chiede l’iscrizione nel registro, al numero telefonico gratuito appositamente predisposto dal gestore del registro.

La Lega Consumatori Sicilia, pur non condividendo certi aspetti dell’iniziativa – in particolare quelli inerenti la volontarietà dell’iscrizione da parte del consumatore – invita i cittadini a seguire questa iniziativa e ad iscriversi al registro, anche per cercare di arginare il fenomeno dell’invadenza delle aziende al domicilio, in qualsiasi ora del giorno.

Per ulteriori informazioni clicca qui.

200452424-001Il Presidente della Repubblica ha appena firmato il decreto (leggi i documenti relativi cliccando qui) che dà il via al cosiddetto  “Registro pubblico delle opposizioni”, una carta in più per i consumatori che non desiderano ricevere telefonate promozionali e commerciali al proprio numero.

Ci vorranno però ancora circa tre mesi prima dell’entrata in vigore del registro, ma la novità è senz’altro interessante per chi non ne può più di ricevere, ad ogni ora del giorno (e, a volte, anche della notte, se si tratta di fax pubblicitari), telefonate da parte di aziende che desiderano vendere, promuovere o proporre l’acquisto di beni o servizi.

Anche se non si tratta della soluzione definitiva, anche perché la normativa è ancora in certi punti non chiara e lo stesso Garante per la Privacy ha espresso alcuni dubbi, certamente siamo sulla strada giusta.

Iscriversi al registro, spiega un comunicato del Ministero per lo Sviluppo Economico (leggilo cliccando qui) sarà gratuito. Le modalità e i tempi di iscrizione saranno resi noti in seguito, anche se già si sa che si potrà farlo via internet, telefono o per posta tradizionale. Formalizzata l’iscrizione, con tempi ancora non noti, il numero iscritto non potrà più essere contattato per proposte commerciali.

Lo ripetiamo: non sarà la soluzione, ma vale la pena provarci. Anche perché la stessa Unione Europea aveva aperto una procedura d’infrazione contro il nostro Paese per aver violato la normativa UE sulla privacy.

Occorrerà, però, prestare attenzione a non fornire il proprio numero telefonico quando si acquisteranno beni o servizi. Fornendo, infatti, il consenso all’invio di comunicazioni pubblicitarie e commerciali, il telefono ricomincerà a squillare, con buona pace del registro pubblico delle opposizioni.

farmermarketVendita diretta di frutta e ortaggi di qualità da parte degli imprenditori agricoli del territorio di produzione, con abbattimento dei costi di trasporto delle merci e conseguente diminuzione di traffico e inquinamento. Questi, in breve, gli elementi salienti che caratterizzano i “Farmer market”, i mercati agricoli di vendita diretta, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dell’1 marzo 2010 del DdL recante “norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità”. Il provvedimento impone un passo di qualità diverso e si aggiunge alle norme in materia di sicurezza alimentare, definendo principi importanti in materia di mercati agricoli riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori: non solo la modalità di vendita e la trasparenza dei prezzi, ma anche una maggiore verificabilità della qualità dei prodotti: dalla semina, produzione e lavorazione, alla vendita. Anche le attività delle pubbliche amministrazioni locali competenti saranno così impegnate nel processo di diffusione capillare di questi mercati agricoli di vendita diretta: per la promozione dello sviluppo locale, una migliore conoscenza delle caratteristiche dei processi di trasformazione, nonché delle tradizioni rurali e produttive e per un consumo di prodotti agricoli ottenuti nel rispetto dell’ambiente.

pastasmLa Lega Consumatori Sicilia, insieme alle altre associazioni di consumatori, chiede alle autorità competenti che sia fatta presto chiarezza sulla vicenda dell’esorbitante aumento del costo della pasta, alimento principe della dieta mediterranea e da sempre importante alleato sulla tavola delle famiglie italiane. Dopo le perquisizioni di qualche giorno fa, compiute dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, su ordine della procura di Roma, nelle sedi della Barilla a Parma, della De Cecco a Pescara e Roma, della Divella a Rutigliano (Bari), della Garofalo a Gragnano e della Amato a Salerno nell’ambito di un’inchiesta su manovre speculative che hanno determinato un rialzo del prezzo della pasta a partire dal settembre 2007, è giunto il momento della verità. Non è ragionevole, infatti, che in meno di due anni il prezzo di questo genere alimentare di larghissimo consumo sia potuto aumentare di oltre il 50%. I consumatori italiani hanno il diritto di pagare il giusto prezzo, e non il risultato di fraudolenti accordi (tutti ancora da accertare, ovviamente) tra i produttori.

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