Archivio di giugno 2012

Finalmente, anche la Sicilia passa alle trasmissioni televisive digitali. Da oggi, 11 giugno, alcune isole spengono il segnale analogico e la tv si vede solamente in digitale. Si tratta di Ustica, Pantelleria, Linosa e Lampedusa. E’ solo l’inizio di un percorso che si completerà il 4 luglio con Palermo e parte della provincia.

Il calendario dello spegnimento del vecchio segnale analogico (il cosiddetto “switch off”) è il seguente:

  • 11 e 12 giugno Isole di Ustica,Pantelleria, Linosa e Lampedusa;
  • 15 giugno Messina e costa ionica della provincia,Isole Eolie;
  • 19 giugno Catania, Caltanissetta, Enna, Ragusa,Siracusa e parte delle province;
  • 20 giugno Capo Passero e parte delle province di Ragusa e Siracusa;
  • 21 e 22 giugno Agrigento e provincia, parte delle province di Caltanissetta , Palermo e Trapani;
  • 2 luglio Trapani e provincia, Isole Egadi e parte della provincia di Palermo;
  • 3 luglio parte tirrenica provincia di Messina e parte provincia Enna e Catania;
  • 4 luglio Palermo e parte della provincia.

Per evitare le corse dell’ultimo minuto, e magari rischiare di perdere la finale degli Europei, da mesi raccomandiamo di predisporre per tempo il passaggio al nuovo sistema, aggiornando i propri televisori dotandoli di un decoder esterno oppure sostituendoli con modelli con decoder già integrato e, soprattutto, verificando che la propria antenna sia adatta a ricevere il nuovo segnale digitale che, rispetto al vecchio analogico, è un po’ più “schizzinoso” e deve essere ricevuto perfettamente senza interferenze o cali di segnale.

Fiutando l’affare, nel frattempo sono spuntati come funghi antennisti fai da te improvvisati, che non sempre riescono a garantire risultati professionali al giusto prezzo. A tal proposito, il Corecom Sicilia (Comitato Regionale per le Comunicazioni), ha proposto agli installatori un protocollo di intesa a prezzi fissi per le operazioni più comuni di aggiornamento, mettendo così al riparo i consumatori da spiacevoli sorprese.

Sul sito del Corecom (clicca qui per visitarlo) è possibile scaricare il listino convenzionato, l’elenco degli installatori che hanno aderito, nonché una serie di istruzioni pratiche per configurare in autonomia il decoder acquistato, per esempio, in un negozio specializzato o in un centro commerciale.

Il consiglio della Lega Consumatori Sicilia è quello di non affidarsi a personale non qualificato, anche per evitare conseguenze nel caso di incidenti (se l’amico dell’amico aggiustatutto cade dal balcone installando la nuova antenna chi risponde?), bensì rivolgersi ad un professionista, al quale si deve chiedere sempre sia il preventivo che la ricevuta fiscale per la garanzia del lavoro svolto.

Brutte notizie per i Comuni che hanno deciso di combattere il parcheggio selvaggio in doppia fila (e, a volte, di far cassa sulle spalle degli automobilisti) utilizzando sistemi di videoripresa dall’auto dei vigili in rapido passaggio nelle vie più trafficate.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre da un lato chiarisce che ai sensi dell’art. 201, c. 1·bis, lett. d), del Nuovo Codice della Strada (Dls n. 285/1992), le violazioni al divieto di sosta possono dar luogo alla contestazione non immediata nel caso di accertamento in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo, osserva che i sistemi di videosorveglianza, mentre possono essere idonei a dimostrare l’avvenuta violazione, non risultano tuttavia idonei a dimostrare l’assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo, circostanza che può essere accertata solo dall’intervento diretto degli organi di polizia stradale, e pertanto non risulterebbe giustificata la contestazione non immediata.

Ciò significa che se la multa non viene contestata subito e viene spedita a casa, vi sarebbero gli estremi per l’annullamento della sanzione. Grandi città italiane dovranno fare i conti con questa novità, Palermo e Milano in testa; novità che, in tempi di crisi, rischia di mettere in difficoltà i bilanci pubblici delle già dissestate finanze pubbliche.

Per leggere il testo della circolare del ministero clicca qui.

La Commissione europea – avvalendosi dell’attività della Banca d’Italia – ha recentemente svolto un’indagine avente l’obiettivo di verificare la conformità dei siti internet delle banche e degli altri intermediari alla normativa comunitaria in tema di offerta di contratti di credito ai consumatori.

In tutta Europa sono stati monitorati, da parte delle autorità bancarie dei singoli Paesi, in modo coordinato 562 siti web di banche, intermediari finanziari e intermediari del credito. Nel 70 per cento dei casi (393 siti) sono state riscontrate carenze nel contenuto degli annunci pubblicitari on line; talune criticità sono emerse anche in esito a un’ulteriore indagine condotta sulla documentazione precontrattuale.

La Banca d’Italia, in ragione delle proprie competenze in materia di credito ai consumatori, ha aderito all’iniziativa della Commissione europea. L’azione di monitoraggio – effettuata congiuntamente con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), competente nel settore delle pratiche commerciali scorrette – ha interessato i siti internet di 15 intermediari nazionali rappresentativi del predetto comparto ; l’indagine ha avuto altresì a oggetto la documentazione precontrattuale relativa ad alcuni rapporti di credito accesi da consumatori presso i medesimi intermediari.

In esito agli accertamenti condotti, sono emerse anomalie in relazione all’operatività di 10 intermediari; le criticità hanno riguardato sia il contenuto degli annunci pubblicitari, talvolta non corrispondente a quanto prescritto dalla normativa di riferimento, sia l’informativa precontrattuale, spesso non pienamente idonea a consentire ai consumatori di effettuare scelte consapevoli.

In particolare, le criticità rilevate attengono ai seguenti aspetti:
- gli annunci pubblicitari;
- le informazioni precontrattuali;
- il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).

La Banca d’Italia e l’Autorità, grazie anche alle segnalazioni ricevute dalle Associazioni di Consumatori, hanno elevato alcune sanzioni. Per saperne di più, leggi il documento originale della Banca d’Italia.